Luna di miele rovinata e risarcimento del danno non patrimoniale – Approfondimento Cassazione Civile, Sez. III, 11 maggio 2012, n. 7256

La Corte di Cassazione, III Sezione, con la sentenza n. 7256 del 11 maggio 2012, confermando una precedente sentenza (n. 4372 del 20.03.2012) e soprattutto la celeberrima pronuncia a Sezioni Unite del 2008 (Cass., Sez. Un. Civ., 11 novembre 2008, n. 26972), ha fatto il punto sulla questione della risarcibilità del danno da vacanza rovinata.
La Suprema Corte ha ritenuto la legittimità di tale danno non patrimoniale e ne ha individuato il fondamento “non nella generale previsione dell’art. 2 Cost., ma proprio nella cosiddetta vacanza rovinata (come legislativamente disciplinata)”, sottolineando altresì che tale danno è risarcibile grazie alla raggiunta prova dell’inadempimento contrattuale del tour operator.

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Inammissibile l’autoriduzione del canone da parte del conduttore per pretesi controcrediti – Approfondimento Cassazione Civile, Sez. VI, 7 maggio 2012, n. 6850

La Corte di Cassazione, VI Sezione Civile, con l’ordinanza n. 6850 del 7 maggio 2012, ha confermato l’orientamento giurisprudenziale (per tutte, si citi Cass., ordinanza 23 giugno 2011, n. 13887) secondo il quale “non è mai consentito al conduttore autoridursi il canone per pretesi controcrediti, costituendo tale sua condotta un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti”. E questo “a prescindere dalla carenza di prova della sussistenza dei presupposti del vantato controcredito, anche per la non configurabilità […] di una condotta di non contestazione da parte del locatore”.

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Azione di reintegrazione e cognizione della turbativa. Da quando decorre il termine di decadenza? – Approfondimento Cassazione Civile, Sez. II, 06 giugno 2012, n. 9123

L’azione di reintegrazione nel possesso dev’essere proposta, a pena di decadenza, entro un anno decorrente dalla data del sofferto spoglio o, se questo è clandestino, dalla scoperta dello spoglio.
La tempestività dell’azione di spoglio costituisce un presupposto necessario all’esercizio dell’azione che, se posto in discussione dal convenuto con l’eccezione di decadenza, deve essere provato dall’attore.
Così ha deciso la Suprema Corte con la sentenza n. 9123/12 dello scorso 6 giugno.

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Danni dell’allievo a se stesso – Approfondimento Cassazione, Sez. III, 11 giugno 2012, n. 9437

In caso di danno per le lesioni riportate a seguito di una caduta da un allievo, minore di età, di una scuola di sci, l’iscrizione e l’ammissione del medesimo al corso determina la nascita di un vincolo contrattuale che fa sorgere a carico della scuola l’obbligo di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo per il tempo in cui questi usufruisce della prestazione scolastica, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso.
Nel caso di specie, il minore P.L., iscritto dai genitori ad una scuola di sci ed affidato al maestro da questa prescelto, cadeva nell’affrontare una pista cd. "rossa" e riportava lesioni alla tibia che lo costringevano ad un lungo periodo di recupero ed ad un leggero accorciamento dell’arto lesionato.
Il risarcimento del danno patito dal giovane sciatore non può prescindere dall’individuazione del soggetto responsabile dell’occorso e ciò a sua volta implica un accertamento circa la fonte della responsabilità stessa.

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La diffida ad adempiere – Art. 1454 c.c.

Un breve excursus sulla diffida ad adempiere (disciplinata dall’art. 1454 del codice civile) e sulle problematiche ad essa connesse.
La diffida ad adempiere costituisce uno strumento di risoluzione contrattuale di diritto, al pari della clausola risolutiva espressa e del termine essenziale. Tali modalità di scioglimento del contratto rientrano nella più ampia species di risoluzione per inadempimento.

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