Lo Studio Legale Papadia fornisce assistenza per la gestione della delicata fase dell’interruzione del rapporto matrimoniale, con specifica preparazione professionale e con la necessaria cura anche dal punto di vista umano, in particolare in relazione a:
- separazioni consensuali;
- separazioni giudiziali;
- divorzi congiunti;
- divorzi giudiziali;
- modificazioni condizioni di separazione e divorzio.

Lo Studio presta inoltre consulenza per la regolamentazione dei rapporti in caso di interruzione della convivenza more uxorio in presenza di figli.

 

Cos'è la separazione
Il nostro ordinamento riconosce effetti ad uno stato di separazione dei coniugi solo a seguito dell'intervento del Giudice.
Con la separazione legale i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti nell'attesa o di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio.

L'ordinamento riconosce la separazione legale, nelle due forme della separazione giudiziale e consensuale.

La separazione consensuale è la separazione personale che ha titolo nell'accordo dei coniugi omologato dal Giudice. La domanda, proposta da entrambi i coniugi, ha la forma del ricorso diretto al Tribunale, competente per territorio.
Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria del Tribunale e deve essere corredato principalmente dal certificato di matrimonio rilasciato dal Comune in cui è stato celebrato il matrimonio; stato di famiglia dei due coniugi e certificato di residenza dei due coniugi.
Il Presidente fissa un'udienza per la comparizione degli stessi davanti a sé, allo scopo di sentirli e tentare di conciliarli.
Il procedimento si svolge con una sola udienza alla quale dovranno presenziare entrambi i coniugi personalmente.
La separazione consensuale acquista efficacia con la omologazione del Tribunale, che provvede in camera di consiglio.
L'omologazione consiste in un controllo sulla legittimità degli accordi raggiunti dai coniugi.
Il verbale di separazione omologato potrà essere modificato anche su istanza di uno solo dei coniugi al verificarsi di eventi modificativi della situazione di fatto, esistente al momento della separazione.

La separazione giudiziale è la separazione personale che ha titolo nella sentenza del Giudice e a cui si ricorre quando non si raggiunge un accordo tra i coniugi.
La separazione giudiziale è un procedimento contenzioso che si conclude con sentenza a seguito dello svolgimento di un ordinario giudizio di cognizione comprendente due fasi distinte: una cd. "presidenziale" ed un'altra "contenziosa" innanzi al Giudice designato (Giudice istruttore e Collegio).
La causa di separazione giudiziale viene promossa da uno solo dei due coniugi che deve necessariamente essere assistito da un difensore. La domanda si propone con ricorso e viene fissata l'udienza dinanzi al Presidente del Tribunale che anche in questo caso tenterà la conciliazione dei coniugi.
In qualunque momento la separazione giudiziale potrà essere trasformata in separazione consensuale.
Se il coniuge convenuto non compare alla prima udienza o la conciliazione non riesce, il Presidente emana - con ordinanza - i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell'interesse dei coniugi e della prole, nomina il Giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione davanti a questo.
Dopo l'emissione dei provvedimenti temporanei ed urgenti di competenza del Presidente, il giudizio di separazione prosegue con le forme dell'ordinario giudizio di cognizione davanti al Giudice istruttore designato e termina con una sentenza.
Ciascun coniuge potrà chiedere la modifica di detta sentenza solo al mutare delle situazioni di fatto.

Se possibile, è preferibile la procedura della separazione consensuale in quanto:
- risulta meno traumatica per le parti e non inasprisce i rapporti;
- consente la permanenza di quel reciproco rispetto, necessario soprattutto in presenza di figli, considerato che i coniugi, relativamente alla prole, dovrebbero comunque avere continui rapporti e la più ampia comunicazione;
- è meno traumatica per i figli nonché per parenti e amici;
- le decisioni sono prese d’accordo tra le parti, anziché essere imposte dal Tribunale;
- è più rapida (si conclude in una sola udienza);
- è più economica.


Cos'è il divorzio
Il divorzio, introdotto e disciplinato con la legge 1.12.1970 n. 898, comporta lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili (se è stato celebrato matrimonio concordatario, ossia con rito religioso).
Col divorzio vengono a cessare definitivamente gli effetti del matrimonio e solo a seguito di divorzio il coniuge può pervenire a nuove nozze.
Anche il divorzio, così come la separazione, può essere congiunto o giudiziale.

Il divorzio congiunto è voluto da entrambe le parti e, analogamente a quanto accade in sede di separazione consensuale, il procedimento si svolge con una sola udienza avanti al Presidente del Tribunale competente, alla quale dovranno presenziare entrambi i coniugi personalmente.
Saranno i coniugi a determinare le condizioni del divorzio ed il Tribunale emetterà la sentenza che recepisce le richieste delle parti, semprechè siano trascorsi tre anni dalla separazione.

Il divorzio giudiziale si ha quando è un solo coniuge separato - a prescindere dal consenso dell’altro coniuge - che propone la domanda di divorzio, per mezzo di un difensore, con un ricorso al Tribunale competente.
La domanda di divorzio sarà poi notificata all'altro coniuge, il quale dovrà comparire all'udienza fissata davanti al Presidente del Tribunale, affinchè quest'ultimo possa tentare di conciliarli.
Se la conciliazione non riesce, il Presidente emetterà i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell’interesse dei coniugi e dei figli e nominerà il Giudice istruttore davanti al quale proseguirà la causa, che terminerà con una sentenza.
Ciascun coniuge potrà chiedere la modifica di detta sentenza solo al mutare delle situazioni di fatto.

Ancora una volta, se possibile, è preferibile la procedura del divorzio congiunto per i motivi già citati per la separazione consensuale.

 

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