Lo Studio Legale Papadia presta la propria consulenza nell'area delle procedure di insolvenza delle imprese, fornendo assistenza alla clientela in tutte le questioni e le controversie inerenti alle procedure concorsuali (concordati preventivi, fallimenti, ammissione di crediti al passivo fallimentare, ecc.), principalmente nell’interesse dei creditori.

Chi è soggetto al fallimento e al concordato preventivo?

In base all'art. 1 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 (come modificato dal D.Lgs. 9 Gennaio 2006, n. 5 e dal D.Lgs. 12 Settembre 2007, n. 169), sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici.

Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, tra i predetti, gli imprenditori i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti:

- aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento, o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;
- aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento, o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;
- avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila.

I limiti previsti possono essere aggiornati ogni tre anni con decreto del Ministro della giustizia, sulla base della media delle variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenute nel periodo di riferimento.
 
È inoltre previsto, all'articolo 15, ultimo comma, che non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l'ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell'istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore a euro trentamila. Tale importo è periodicamente aggiornato. 

 Quali sono gli effetti della dichiarazione di fallimento per i creditori?

- Il fallimento apre il concorso dei creditori;
- I debiti pecuniari e non pecuniari del fallito si considerano scaduti, agli effetti del concorso, alla data di dichiarazione del fallimento;
- Le somme spettanti ai creditori condizionati vengono accantonate;
- La dichiarazione di fallimento sospende il corso degli interessi convenzionali o legali per gli effetti del fallimento;
- Sono precluse le azioni esecutive e cautelari individuali dei creditori sui beni del fallito (art. 51 L.F.).


Cos'è la liquidazione coatta amministrativa?

L'istituto della liquidazione Coatta Amministrativa, disciplinato dagli artt. 194-215 L.F., nonché da numerose leggi speciali, è previsto per particolari categorie di imprese (banche, imprese assicurative, consorzi obbligatori, società di revisione e fiduciarie, S.I.M. ecc.), per gli interessi che soddisfano o perché partecipate dallo Stato. I presupposti per l'applicazione di tale procedura sono vari, individuati dalla Legge Fallimentare e dalle leggi speciali. Anche la liquidazione stessa delle imprese avviene, non da parte dell'autorità giudiziaria, ma di quella amministrativa.

 

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